Barter Trading, il Sistema del Baratto tra Imprese – Opportunità, Limiti e Retroscena (Indigenti e Target2)

Un interessante articolo di Sergio Basile e Elena Valente, che spiega in maniera esauriente le caratteristiche e il ruolo di una moneta complementare per un vero rilancio economico delle aziende del Paese.

Nell’autorizzarci  alla pubblicazione, l’Autore ha voluto sottolineare che:

” comunque la soluzione vera alla crisi resta la proprietà popolare della moneta come enunciata da Giacinto Auriti… infatti il debito da signoraggio bancario è una truffa che si alimenta a causa dell’illegittima appropriazione del denaro da parte di una stretta cerchia di banche private.

Barter Trading, il Sistema del Baratto tra Imprese – Opportunità, Limiti e Retroscena (Indigenti e Target2)

Economia del Baratto: può essere una soluzione alla Crisi-Truffa? L’Analisi tecnica, normativa e fiscale di Qui Europaoltre i luoghi comuni

– Punti di forza e lati oscuri – Dal Sardex agli Eurocrediti

– Questioni da non sottovalutere: Target2 ed Indigenti

di Elena Valente e Sergio Basile (24 luglio 2013)

 
Barter Tour ed Economia del baratto –  “Via secondaria” ma non prioritaria       

Roma, Torino – Mentre stamane in Parlamento si discute l’ennesima fiducia ai tecnici monti-lettiani (la seconda del regno Letta) sul “Decreto del Fare” (o, come visto.. del DISfare – vedi allegati) al fine dichiarato di trovare una quadratura del cerchio, che stando alle premesse non potrà esserci mai (pure illusioni oppiacee) in questi giorni sta facendo molto discutere in positivo, il cosiddetto il Barter Tour 2013, del bluesman  nazional-popolare Andrea Mingardi & The RossBlues Brothers Band. In parole povere, il linguaggio universale della musica a favore di nuovo modello di business per una sorta di “rilancio economico”. Anche se il rilancio reale non può che venire dallosmascheramento definitivo e provvidenziale della crisi-truffa dell’Eurozona(e dei suoi accidenti) ma soprattuto dalla proprietà popolare della moneta.

  La Questione essenziale                                                                                          

Fin quando pagheremo solo di interessi passivi ed illegittimi oltre 100 miliardi di euro l’anno (di lacrime e sangue) ai banchieri privati, per farci prestare in nostro denaro (pezzi di carta senza alcuna copertura aurea) molti di qusti risulteranno solo palliativi e vie secondarie e accidentali. Il punto sta proprio qui. Il Tour in questione, tuttavia – partito da Torino il 4 luglio scorso – sta toccando alcune delle principali città italiane. Questa in effetti, a memoria d’uomo, rappresenta la prima tournee’ italiana interamente realizzata senza denaro ma in eurocrediti, cioè nella la valuta complementare che disciplina il nuovo mercato economico inaugurato dal baratto fra imprese. Vediamo nele dettaglio di cosa si tratta.

  L’Economia dello Scambio tra Imprese                                                           

Il Baratto o “barter” o, “corporate barter” o “barter trading” è una pratica commerciale praticata tra imprese per lo scambio multilaterale di beni o servizi in compensazione. I circuiti di baratto fra aziende sono nati storicamente per gestire grandi operazioni di commercio internazionale, legate alla cessione di materie prime contro tecnologie e manufatti tecnologici   Durante la crisi degli anni ’30 alcuni  paesi utilizzarono il barter per aumentare la quantità degli scambi, e quindi incrementare il fatturato, senza intaccare le scarse risorse monetarie a disposizione. Molte di loro scomparvero poiché non intuirono che l’opportunità del barter non si limitava all’utilizzo di un mero strumento di pagamento per sopravvivere ad una recessione (anche se in questo caso si tratta di una crisi-truffa… come del resto nel ’29.. vedi allegato), al contrario di altre che ne valorizzarono l’utilità come strategia commerciale e mezzo di pagamento complementare a quelli tradizionali (è il caso di Wir Bank, società cooperativa svizzera, nata nel 1934 e tuttora in attività, che dopo la crisi affiancò al barter business l’attività di banca). Di fronte acrisi indotte e fenomeni di “iperinflazione”, come – tra l’altro – durante la grande crisi monetaria argentina, oppure in caso di crisi produttiva e stagnazione dei consumi, si sono sviluppati veri e propri circuiti, tanto più efficienti quanto più allargati, a livello anche soltanto nazionale. In particolari situazioni di  (chiamiamola così…) cosiddetta “crisi economica grave“, il barter permette alle aziende di mantenere i livelli produttivi abbattendo l’esposizione finanziaria immediata. Ripetiamo, ottimo stratagemma, anche se assolutamente non risolutivo ai veri e disastrosi mali dell’economia della truffa. E’ quel che si dice un’opportunità. Ma come vedremo ci sono anche dei rischi.

 Opportunità del  Barter Trading                                                                            

Le operazioni di interscambio fra aziende all’interno di un circuito di barter presentano l’indubbio vantaggio di permettere acquisti di materie prime, semilavorati, prodotti finiti, servizi di varia natura, anche in assenza di liquidità, pagando ciò che si è acquistato attraverso prodotti e servizi che fanno parte del core business del compratore. Soprattutto in periodi di crisi economica in cui il sistema-gabbia induce – per ovvi motivi – l’inflazione a salire alle stelle. In periodi, dunque, in cui la liquidità è scarsa, le banche stentano a concedere credito (vedi fenomeno indotto del credit crunch: favorito soprattutto dai distruttivi accordi di Basilea 3 – Vedi articoli in allegato) e la quantità di merce invenduta comporta costi elevati, il barter costituisce una grande opportunità commerciale per tutte le imprese: con esso è possibile comprare beni e servizi senza utilizzare risorse liquide, bensì vendendo i propri beni e servizi (quindi è un mezzo ottimale anche per vendere le giacenze di magazzino prima che diventino obsolete) anche in un tempo successivo; si tratta di un vero e proprio pagamento posticipato con la differenza rispetto agli altri mezzi di finanziamento che esso è gratuito: cioè a tasso zero. Si tratta di una leva finanziaria, che consente di incrementare la capacità di investimento dell’azienda evitando il ricorso all’indebitamento e il relativo pagamento degli interessi, e permette di affrontare periodi di stagnazione della domanda aprendo nuove prospettive di mercato e nuove possibilità di fare affari con la conoscenza di nuovi clienti.

  I Rischi del Barter Trading                                                                                      

La tecnica non è tuttavia priva di rischi, sia perché, come ogni sistema di leva finanziaria, potenzia gli aspetti positivi ma, se mal gestita, crea unindebitamento produttivo al quale l’azienda dovrà comunque fare fronte; per questo è necessario che il circuito di scambi sia gestito da un mediatore specializzato, la Barter Company che ne regola le transazioni e ne garantisce l’equilibrio. Inoltre esiste sempre il rischio che alcuni partecipanti del circuito non onorino gli impegni di fornitura interrompendo la circolazione nel circuito stesso. Per fronteggiare questo rischio è necessaria una copertura assicurativa su tutte le transazioni, raramente adottata dagli intermediari poiché costituisce un costo ingente che si rispecchia in una quota fissa di associazione al circuito. L’alternativa per i mediatori è permettere l’accesso gratuito o a costi molto bassi senza garantire l’eventuale insolvenza degli associati. Questo aspetto però non tocca tutte le operazione di Barter ma solo quelle che sfruttano la leva finanziaria, ovvero che consentono di finanziare gli acquisti attraverso la promessa di future vendite. Proprio per la diversità di caratteristiche e modalità operative, non interessa le operazioni di Corporate Barter effettuate in parziale compensazione.

 Ruolo della Barter Company                                                                                  

Un efficace circuito di Barter deve essere gestito da un operatore economico, che agisce in qualche modo, come una vera e propria banca dei crediti e dei debiti o Camera di Compensazione. Il settore si è progressivamente sviluppato con modelli sempre più sofisticati e una crescita del giro di affari. Oggi i principali attori del Barter sono riuniti nell’IRTA (International Reciprocal Trade Association), associazione non profit volta a promuoverne l’attività a livello mondiale e garantire il rispetto di un Codice di Autoregolamentazione.

 Aspetti Fiscali, Normativi  e Tecnici                                                                     

Le operazioni di barter trading fra aziende sono regolate in Italia da un’apposita normativa, che prevede una regolare emissione di fattura da parte dell’azienda che consegna i beni o i servizi all’azienda che li riceve. La fattura dovrà riportare un’apposita dicitura, che identifica, a fronte della transazione, il mancato flusso finanziario del corrispettivo economico e la contestuale acquisizione del credito che sarà successivamente compensato con altre fatture di fornitura a debito. Crediti e debiti così maturati verranno normalmente iscritti a bilancio. Va precisato, altresì, possiamo identificare tre caratteristiche essenziali nelle compensazioni commerciali di cui sopra. Esse, identificano i diversi modelli di compensazione utilizzata.1) Bilaterale o Multilaterale; 2) Contestuale o Multitemporale; 3) Totale o Parziale. Quello che comunemene in gergo è detto baratto, presuppone uno scambio tra due soggetti (Bilaterale) che avviene contestualmente ed in totale compensazione. Ovviamente questo ha delle potenzialità molto limitate perché presuppone che A e B si incontrino (anche virtualmente), che A abbia necessità dei prodotti offerti da B e che il loro controvalore sia pressoché equivalente.

  Multilateralità e Multitemporalità                                                                       

L’intervento della Barter Company e la nascita di circuiti di scambio consentono invece diabbattere questa frontiera. Infatti A offre dei beni o servizi che gli permettono di maturare un credito che potrà essere speso per acquistare qualsiasi prodotto offerto dai membri del circuito, in qualsiasi momento e soprattutto anche per importi non equivalenti.La Barter Company opera come Camera di Compensazione. Questo porta evidenti vantaggi: 1) Si possono acquistare nuovi prodotti ad un prezzo inferiore, ovvero al proprio costo della produzione, trasformando in pratica il margine commerciale in uno sconto; 2) Si possono finanziare gli acquisti attraverso un incremento di fatturato, ovvero pago i miei acquisti grazie ai nuovi clienti che mi sono stati portati dal circuito; 3) Diventa un fonte di finanziamento alternativa al sistema bancario dove l’affidamento è garantito dalla possibilità di ripagare il debito contratto con la propria capacità produttiva; 4) Neutralizzo il rischio di insolvenza, perché il pagamento avviene sotto forma di un credito spendibile in altri beni e servizi; 5) I pagamenti avvengono per contanti perché i crediti maturati sono immediatamente disponibili.

 Totale e Parziale Compensazione                                                                         

Si dice Totale Compensazione quella che avviene senza l’utilizzo di denaro reale il quale viene integralmente sostituito da una “valuta complementare” che prende il nome dal circuito di appartenenza. I più diffusi circuiti di barter italiani sono Sardex.net, che utilizza i SardexBexB che utilizza gli EuroBexB, e VisioTrade, che utilizza gliEurocrediti (€C). Diversamente dalla Totale Compensazione, la Parziale Compensazione presuppone un utilizzo ibrido di crediti e denaro, ovvero una parte della fornitura sarà pagata in crediti e una parte in denaro. Questo viene fatto per permettere: a) di ammortizzare i costi di produzione con denaro reale, pur accumulando un credito pari al margine; b) per permettere di scambiare prodotti con caratteristiche, costi industriali e ricarichi commerciali non omogenei tra loro, infatti cedere un servizio od una giacenza di merce invenduta poterebbe risultare meno oneroso rispetto a cedere prodotti costosi, con margini risicati e che sono stati prodotti o comprati mediante l’utilizzo di denaro reale, comportando flussi finanziari negativi.

  Il Corporate Barter e la Gestione dell’Invenduto                                          

Il Barter tradizionale presuppone uno scambio nuovo con nuovo e la valutazione dei beni/servizi è soggetta alle normali leggi di mercato e contrattata liberamente tra le parti. Come anticipato il Barter Trading è molto diffuso per lo smaltimento di stock di magazzino e merce a bassa rotazione. Vendendo la merce saldata mediante un corrispettivo, non in denaro ma attraverso l’erogazione differita di altre merci o servizi, questo consente una valutazione molto più vantaggiosa rispetto a quella normalmente fornita da uno stockista tradizionale (con evidenti benefici da un punto di vista bilancistico e di Rating Bancario). Visto che questa modalità presuppone lo scambio di merce obsoleta con forniture di prodotti nuovi, ovviamente per rendere omogenei i valori viene usato esclusivamente l’utilizzo della parziale compensazione. Una delle società maggiormente specializzate ed operativa anche sul mercato italiano è la società per azioni svizzera iPlace SA.

  Due aspetti da non sottovalutare: Sistema Target2 e Indigenti                

Dall’analisi posta in essere, in colclusione, possiamo constatare la bontà del Barter Trading: sicuramente uno strumento economico utile ed efficiente. Nell’economia del discorso aperto sulla sua reale efficacia dinnanzi all’attuale sistema euro-centrico ed alla truffa dell’Eurozona, tuttavia, dobbiamo avanzare due riserve di puro carattere strutturale che non entrano nel merito del barter, ma che stanno a monte: Il Sistema Target2 e la questione degli indigenti, cioè di quella fetta di popolazione che per ragioni puramente politiche ed economiche (scelte delle élite) sono oggi oppresse da livelli di tassazione da regimne stalinista e non riescono più ad arrivare al 15 del mese. E ce ne sono tante. Basti pensare ai finora 250mila licenziati del 2013, per comprendere i toni apocalittici della digressione.

 L’Assurdità del Sistema Target2                                                                          

Il Sistema Targe2 (vedi allegati – approfondimenti) come visto in più sedi è quel “nuovo” sistema di regolamentazione interbancaria tra banche centrali dell’Eurozona – posto in essere nel 2007 dall’élite europeista e dai banchieri suoi complici e compari – creato ad hoc per generare surplus fittizio in favore della Germania e debito (deficit indotto) verso quei paesi affossati in maniera criminosa dai mercati e dalle diaboliche agenzie di rating (vedi spread ed altri ingannevoli accidenti…. illuminati). Surplus fittizio e deficit indotto proprio partendo dalle transazioni commerciali. Infatti per ogni operazione fatta tra banche commerciali, esso genere un impulso elettronico che viene rilevato dalle banche centrali di riferimento. A fine anno avviene una compensazione tra le medesime banche centrali. Nel caso – ad esempio – di una transazione tra un una pluralità di operatori commerciale tedeschi ed un gruppo di operatori greci. Ora, la truffa sta proprio qui: l’unico modo per evitare deficit indotto (e debiti) per gli operatore greci – stando al folle e criminoso Sistema Target2 – è quello di vendere agli operatori tedeschi lo stesso quantitativo in valore di merce acquistata dalla Gerania. Ma per quanto gli operatori greci possano essere laboriosi ed ingegnosi, la Grecia non venderà mai un quantitativo di pesce o ortaggi (in valore assoluto) pari alla quantità di auto tedesche piazzate sul mercato greco. Questa – non ci vuole molto a capirlo – è pura follia omicida. E la situazione greca di oggi ne è l’immagine più nitida. 

  La Questione degli indigenti e l’eredità di Auriti                                            

Altro tema fondamentale è quello relativo agli indigenti, cioè tutti coloro i quali sono di fatto esclusi dal mercato in maniera illegittima ed irrazionale, se è vero come è vero che esistono beni pubblici e bisogni primari che devono essere tutelati, ammeno che non si vogliano compiere premeditatamente crimini contro l’umanità, privando le Creature dell’essenza stessa della Divina Creazione in nome di puri e deleteri tecnicismi economici. Ciò, dunque, in base ad un discorso meramente razionale e – consentiteci – naturale. La monetà è, come detto (vedi allegati) o dovrebbe essere, in un mondo normale e civile, un qualcosa di convenzionale, e tale da favorire gli scambi. Tale da permettere (in origine, mediante il conio e la relativa copertura aurea che oggi non c’è più) il più facile godimento di un dirittoCon il furto del potere signoraggio da parte dell’élite masso-bancaria, tutto ciò come noto è venuto meno, e la moneta è divenuta essa stessa una merce, ponendo una grossa fetta di popolazione mondiale in stato di schiavitù reale. Ora, tali circuiti di compensazione, per quanto nobili ed utili ai commercianti ed alle imprese non risolvono, tuttavia, tali questioni fondamentali. Non sgombrano cioè il terreno dai fantasmi dell’Euro-Gabbia, né da quelli della moneta-debito.  Che ne sarà dunque per quei milioni di cittadini forzatamente posti fuori da questo circuito? Se non cambia nulla è facile da intuire: saranno destinati a vivere da schiavi fino alla morte. Oggi dobbiamo trovare una risposta anche per loro/noi, nuovi schiavi moderni. La monetà è del popolo, non dimentichiamolo mai!Onore a Giacinto Auriti, che lo capì così bene e ce lo ha insegnato con una disarmante semplicità. Cogliere questa eredità è un dovere morale di tutti. Amen!

 Elena Valente, Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa)

Tratto da: www.quieuropa.it

http://www.quieuropa.it/barter-trading-il-sistema-del-baratto-tra-imprese-opportunita-limiti-e-retroscena-indigenti-e-target2/

CAMPOBASSO: CONVEGNO SU MONETA COMPLEMENTARE

Il Molise sulla scia del Sardex (moneta complementare sarda) è partito con il  circuito Samex. In appoggio al progetto della moneta complementare molisana, il 16 maggio 2014 alle ore 16.00 al Centro Studi Molisano a Campobasso, in Piazza V. Emanuele II, 44 ci sarà un convegno sul tema: “Monete Complementari e Social Innovation“.

Relatori:

Massimo Amato (Docente di “Storia, istituzioni e Crisi del Sistema Finanziario  Globale” presso l’Università Bocconi di Milano)

Carlo Mancosu (Co-Founder Sardex.net)

Luigi Piccirillo (Co-Founder Samex.net)

Gilda Antonelli (Docente di Organizzazione Aziendale presso l’Unimol)

Segreteria Tel. 0874 484748 · Email: [email protected] · www.cesmol.it

samex

 

 

PARTE IN LOMBARDIA LA MONETA COMPLEMENTARE

Dopo il via legislativo, con la legge regionale n. 11 del 19 febbraio scorso, in Lombardia la moneta complementare è stata collocata sulla linea di partenza, pronta a scattare anche se, come già detto, in via sperimentale. Ma non si tratta di una novità in senso stretto, visto che in Francia, in Germania, in Svizzera e anche in Gran Bretagna, sono già operanti circuiti di baratto commerciale multilaterale. E l’avvenimento è importante perché, dopo tante chiacchiere, è finalmente una istituzione pubblica (e che istituzione! Nientedimeno che la regione Lombardia) a dare il via ad un circuito di barter, dopo che in Italia ci avevano già pensato soggetti privati come il Sardex, BexB, Ormita, Cambiomerci, We-exchange ed altri, non tralasciando fenomeni particolari come lo Scec partenopeo. Ma chiunque, anche non addentro alla tematica del baratto commerciale multilaterale, si rende conto che se parte la più popolosa regione italiana, con la più alta concentrazione di aziende del Paese, e con un PIL di 331 miliardi di euro, pari ad un quinto di tutta la nazione, vuol dire che con la moneta complementare ci dovremo fare tutti i conti, prima o dopo. E allora molto meglio organizzarsi per tempo.

regione lombardia
Grattacielo della regione

Ecco il testo-stralcio della delibera della regione lombarda, con cui si dà il via al progetto:

Seduta n. 58 dell’11 aprile 2014

La Giunta regionale della Lombardia si è riunita oggi alle ore 11.45 a Palazzo Lombardia, sotto la presidenza del Presidente Roberto Maroni.


Di seguito i provvedimenti approvati:

………………………………………………………….. (omissis)

Sostegno alle imprese / Sperimentazione moneta complementare
L.R. 19 FEBBRAIO 2014, N. 11 ART. 4 – AVVIO DI UN CIRCUITO SPERIMENTALE DI MONETA COMPLEMENTARE

Si avvia la sperimentazione di un sistema di compensazione debiti e crediti parallelo alla moneta, accettato e utilizzato all’interno di una comunità per favorire lo scambio di beni e servizi  rilanciando l’economia locale. Per attuare la promozione, l’avvio e la gestione di tale sperimentazione verrà selezionato un soggetto privato e saranno istituiti appositi organi di governo dell’iniziativa che forniscano gli orientamenti strategici e ne supportino lo sviluppo.

A dare il via in Lombardia ci penserà la Finlombarda, incaricata con questa delibera regionale di coordinare la sperimentazione. La Finlombarda, Finanziaria per lo sviluppo della Lombardia S.p.A., nata nel 1971, è società pubblica interamente partecipata da Regione Lombardia. Essa ha il compito istituzionale di concorrere all’attuazione dei programmi regionali di sviluppo economico-sociale del territorio.

Lombardia
Lombardia

Noi del progetto IMTHI ci manterremo aggiornati sugli sviluppi di questa interessantissima iniziativa, attenti all’individuazione delle “regole” che guideranno l’utilizzo di questa moneta lombarda, nello spirito di dare ai nostri iscritti una informazione chiara, trasparente e completa su questo affascinante mondo del barter, per essere in grado di sfruttarlo al meglio nell’interesse dei nostri associati.

deliberazione G.R. 11.04.2014 n. 1644 – PTPL

LA MONETA E LE SUE REGOLE

Benché attualmente il fenomeno delle monete complementari sia in Italia poco conosciuto, tuttavia esistono sul nostro territorio almeno una decina di circuiti funzionanti. Ma le regole che condizionano la circolazione di queste monete non sono le stesse. Ogni circuito, molto spesso privato, ha introdotto costi di ingresso una tantum, oppure periodici (in genere annuali) o anche commissioni per ogni scambio, valutate in percentuale del valore dello scambio stesso. Inoltre alcuni circuiti non pubblicano in maniera completamente trasparente per tutti gli iscritti, l’elenco delle aziende partecipanti, rendendo lo scambio possibile soltanto se realizzato tramite una intermediazione di un gestore centralizzato. In definitiva, possiamo concludere che i circuiti, vale a dire le monete complementari che si identificano con questi circuiti, non sono esattamente uguali. Alcuni circuiti sono circoscritti a territori locali, altri invece tendono ad interessare tutto il territorio nazionale, con estensione perfino all’estero. Ognuno di essi sarà quindi più o meno adatto, a seconda del tipo di azienda e dell’ambito nel quale essa opera, sia in considerazione della natura della sua attività, che di quella dei suoi clienti e/o fornitori.

IMTHI è un progetto nato in “locale”, vale a dire che intende contribuire al sostegno e allo sviluppo dell’economia del territorio salernitano, pur tenendo conto che la sempre maggiore globalizzazione dell’economia rende l’ambito di intervento delle aziende, anche locali, sempre più esteso al territorio nazionale e anche estero. Si pensi ad esempio ad una piccola azienda agricola di prodotti tipici: il suo interesse è certamente la commercializzazione locale, ma essa sarà interessata anche allo sviluppo di una attività di esportazione in Paesi esteri. Sarà pertanto importante creare una sorta di sinergia tra i vari circuiti, che possa rispondere alle diverse esigenze di una stessa azienda.

La moneta complementare in ambito pubblico

Il coinvolgimento di un ente pubblico locale (es. il Comune, o la Regione, oppure la Camera di Commercio o la ASL…) contribuisce grandemente allo sviluppo di un circuito del genere e rende possibile una sua diffusione capillare nel territorio. Lo stesso ente, inoltre, ne ricaverebbe vantaggi non indifferenti, in quanto, accettando ad esempio il pagamento di alcuni tributi in moneta complementare, potrebbe pagare con tale moneta, una determinata percentuale di stipendio ai suoi dipendenti o di compenso ai suoi consulenti esterni (es: il 10%), ottenendo così un risparmio secco sulla sua spesa corrente in euro. Gli stessi dipendenti e consulenti avrebbero poi la possibilità di spendere questa quota acquistando merci e/o servizi presso aziende presenti nel circuito, magari con agevolazioni come sconti o offerte speciali.

L’importante è che questa moneta, affiancata alla moneta ufficiale, l’euro, non generi a sua volta inflazione e non crei bolle che, scoppiando, portino a situazioni di crisi di liquidità. E’ necessario quindi che il bilancio permanente tra i crediti e i debiti all’interno del circuito sia sempre ZERO. E per far questo, la moneta non va stampata, né coniata, ma i crediti ed i debiti devono nascere esclusivamente attraverso uno scambio reale di merci oppure di servizi. Di qui l’importanza che l’ente pubblico inserito nel circuito eviti di utilizzare questa moneta per creare altro debito oltre quello che già ha creato in moneta ufficiale, ma sia ben attento a bilanciare costantemente debiti (percentuali di stipendio ai dipendenti o compensi ai consulenti) con crediti (tributi versati dai cittadini iscritti al circuito). Solo in questo modo l’utilizzo di tale moneta complementare non solo risulterà “neutro” rispetto all’indebitamento dell’ente stesso, ma genererà un effetto benefico sugli scambi economici nel territorio.

LA LOMBARDIA INIZIA CON IL “LOMBARD”

Con la Legge Regionale 19 febbraio 2014 , n. 11, Impresa Lombardia: per la libertà di impresa, il lavoro e la competitività, inizia in Lombardia il percorso sperimentale della moneta complementare lombarda.  I punti salienti di questa legge, qui appresso riassunti:

2.  La Regione favorisce il rilancio produttivo a partire dai settori strategici contrastando la delocalizzazione anche attraverso azioni di fiscalità di vantaggio e altri opportuni interventi atti ad agevolare le imprese, in particolare quelle che si impegnano a mantenere in Lombardia la loro presenza, salvaguardando l’occupazione ed il lavoro.

3.  La Regione, al fine di favorire il recupero di competitività e occupazione, opera per consolidare una politica industriale e la presenza del settore manifatturiero, spina dorsale dell’economia lombarda.

ci dicono dell’intenzione della Regione Lombardia di dare una scossa all’attuale situazione economica della Regione che, come ben sappiamo è la locomotiva che trascina l’economia di tutto il Paese.

All’articolo 4, viene introdotta la “Moneta Complementare“, anche se, come detto, in via sperimentale:

Art. 4
(Circuito di moneta complementare)

1.  Ai fini dell’attuazione di quanto disposto dagli articoli 2 e 3, con particolare riguardo alle misure di accesso al credito, la Regione promuove la costituzione, in forma sperimentale, di un circuito di moneta complementare, da intendersi esclusivamente quale strumento elettronico di compensazione multimediale locale per lo scambio di beni e servizi.

2.  La Giunta regionale, previo parere della competente commissione consiliare, con appositi provvedimenti dispone le norme attuative e la disciplina del circuito di moneta complementare di cui al comma 1.

La realizzazione del circuito avverrà, come ormai consolidata esperienza del WIR svizzero, mediante l’utilizzo del sistema a Camera di Compensazione, vale a dire che tutti gli scambi saranno registrati in appositi conti tenuti su una “banca” centrale, che funge da archivio delle transazioni. Dopo un periodo di ampie discussioni (vedasi il precedente articolo sul convegno in Lombardia sulla moneta complementare), il progetto approda all’attuazione pratica. Lo scopo è quello di dare un sostegno alle aziende lombarde in questo periodo di crisi del credito e di sviluppare gli scambi all’interno della Regione. Non sappiamo ancora come verrà denominata l’unità di conto che verrà adottata in Lombardia, però quello che sappiamo è che non conta il nome, ma come essa verrà gestita e quali regole le saranno assegnate, dato che il successo di una tale iniziativa dipende in grandissima parte dalle cosiddette “regole del gioco“.

Noi, come convinti sostenitori del progetto Moneta Complementare, ci auguriamo che questo esempio si estenda al più presto anche da noi. Per questo lavoriamo e ci impegneremo.

Testo della legge della Regione Lombardia del 19 febbraio 2014

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IL SARDEX: LA MONETA DELLA SARDEGNA

Sono oltre 600 le aziende sarde affiliate al circuito della moneta complementare sarda, denominata SARDEX.  Come l’esperienza del WIR svizzero, anche il SARDEX utilizza il sistema della Camera di Compensazione (la banca virtuale) per la realizzazione di fidi a vantaggio degli iscritti. Fidi con cui è possibile acquistare merci e servizi e pagare con altre merci e/o servizi. Qui, al contrario del WIR però (in cui era previsto un tasso dello 0.5% ) non è previsto alcun interesse per il prestito (fido). Il criterio è esattamente quello di cui una banca tradizionale non vi parlerà mai: solidarietà e mutuo soccorso. Un’azienda in difficoltà non sarà mai lasciata sola, ma sarà aiutata dagli iscritti a produrre e vendere, attuando quel principio etico della mutua assistenza che consente alle aziende presenti nel circuito di lavorare e crescere.

Ora, dopo anni di esperienze con le aziende, quindi con i soggetti a partita IVA, sta partendo anche il progetto per i privati, per una integrazione totale dell’economia sarda.

IL RUOLO DELLA REGIONE

Nel progetto del SARDEX potrebbe essere coinvolta anche la regione Sardegna. In che modo? Essa potrebbe essere garante di un importo di circa 20 milioni di euro (storia del marzo 2013) con cui verranno garantiti 500 sardex  al mese a 10.000 disoccupati sardi. E la stessa regione fornirà servizi al circuito: trasporti, affitto locali pubblici, piccoli pagamenti di tributi…

 
Vedi anche:

Sardex, moneta a chilometri zero. Ecco come funziona e quanto vale

e il sito del Sardex

ANCHE L’EMILIA ROMAGNA VERSO L’UTILIZZO DELLA MONETA COMPLEMENTARE

Sia chiama:

“Norme per la promozione e il sostegno dell’economia solidale”

Si tratta di un progetto di legge della regione Emilia-Romagna, presentato il 14 novembre del 2013 e in itinere per la sua approvazione con il n. prot. 3983. Si tratta di un progetto interessante, anche se, come molte cose interessanti, viene fatto passare un po’ in sordina. All’articolo 4, comma 1, recita:

1.  La Regione Emilia- Romagna, nell’ambito del proprio sistema di decentramento territoriale e attraverso il coinvolgimento e la collaborazione degli Enti Locali e degli altri soggetti istituzionali, nei limiti delle rispettive competenze, ai sensi di quanto previsto all’articolo 2, adotta iniziative e interventi volti a valorizzare, promuovere e sostenere:

lo sviluppo dell’Economia Solidale e la messa in rete dei soggetti che svolgono attività e iniziative in questo ambito;

il riconoscimento e l’applicazione dei “Sistemi Locali di Garanzia Partecipata”, come definiti all’articolo 3, comma 1, lettera g);

facendo poi seguito al comma 2:

La Regione, anche attraverso il coinvolgimento e la collaborazione degli Enti Locali e degli altri soggetti istituzionali, nei limiti delle rispettive competenze, adotta iniziative e individua strumenti orientati a promuovere e sostenere le prassi di Economia Solidale in tutti gli ambiti e settori ritenuti importanti per la promozione di nuovi modelli economici solidali, ed in particolare:

………………………………………………….

e) nel settore della finanza etica, mutualistica e solidale:

…………………………………………………..

promuovendo la nascita, la diffusione e l’utilizzo, anche da parte di Regione ed Enti Locali, di strumenti di scambio non monetari creati dal basso promuovendo altresì il confronto e l’approfondimento sul tema delle monete complementari.

fonte: Regione Emilia-Romagna

L’ESPERIENZA DEL WIR IN SVIZZERA

Molti sono i casi di introduzione di questo tipo di moneta, in Paesi interi oppure in territori circoscritti, e le motivazioni sono sempre state le migliori di questo mondo. In molti casi però, l’iniziativa è andata a finire male, perché la nuova moneta è stata stampata come fosse una moneta normale, generando inflazione e successiva svalutazione. In altri ancora dura e viene utilizzata. E’ il caso del WIR, una moneta complementare utilizzata in Svizzera: esiste una banca in Svizzera, che accanto ai normali crediti in franchi svizzeri concede anche crediti in una moneta complementare chiamata WIR (in tedesco significa: NOI). Bene, qual è la differenza tra le due monete?

mentre il credito concesso in franchi svizzeri può essere saldato solo pagando con gli stessi franchi, considerando un pagamento maggiorato dato dagli interessi sul credito erogato, i crediti concessi in WIR non solo non generano interessi, ma possono venir saldati esclusivamente con l’erogazione di un servizio o una fornitura di merci o prodotti. Tutti a questo punto possono capire l’enorme vantaggio, per un’azienda,  di utilizzare il WIR piuttosto che il franco: ZERO interessi, e lo stesso debito genera per l’azienda che lo ha contratto una opportunità di lavoro. Si innesca pertanto un circuito virtuoso in cui chi è indebitato viene chiamato a fornire merci e/o servizi al fine di saldare il debito. In realtà la banca svizzera chiede ai debitori un interesse bassissimo (dello 0.5%), ma altri circuiti di moneta complementare non chiedono a chi rimane in debito alcun interesse, ma soltanto di rientrare del proprio debito fornendo merci e/o servizi: esattamente lo scopo che l’azienda debitrice stessa si prefigge di fare!

In Svizzera sono ben 60.000 le aziende iscritte al circuito del WIR, circuito che esiste fin dal lontano 1934, essendo nato dall’unione di diversi imprenditori come società cooperativa allo scopo di ottenere un aiuto reciproco per risollevarsi dalla grande crisi economica del ’29.

Sono passati esattamente 80 anni da allora, e la banca di moneta complementare WIR BANK è ancora florida e salda al suo posto, ed è possibile visitarla a questo sito:

wir.ch

Anche in Italia, sulla scorta dell’esperienza svizzera, sono nati circuiti di moneta complementare, ma nel territorio salernitano questa pratica salutare per lo sviluppo delle aziende sul territorio non si è ancora sviluppata. Con l’IMTHI intendiamo dare il nostro contributo al sostegno e allo sviluppo delle aziende del territorio salernitano, ma senza creare false barriere di confini inesistenti. Anche le aziende dei territori limitrofi sono le benvenute.

Affiché la moneta complementare non generi né inflazione, né svalutazione, è importante che essa non venga stampata, né emessa unilateralmente dalla banca. In realtà IMTHI non è altro che un’unità di conto, che nel momento in cui genera un valore in credito sul conto del fornitore, genera lo stesso valore in debito sul conto del debitore. La somma di tutti i crediti e di tutti i debiti presenti all’interno del circuito darà sempre ZERO: questo vuol dire che la moneta non può, per sua natura, generare inflazione e di conseguenza svalutazione, ma il suo valore seguirà SEMPRE quello della moneta ufficiale a cui è collegata, vale a dire l’EURO.

WIR Bank

Un esempio dell’elenco di aziende che compare a seguito di una ricerca di rivendite di materiale per ufficio.  A destra è indicata la percentuale di baratto accettata dal rivenditore; 100% vuol dire che la merce acquistata potrà essere pagata totalmente in baratto:

(visualizzazione di 11 rivendite di Materiale per ufficio su un totale di 1018 trovate)

  • Progress Tresore AG 
    Tresore-Waffentresore

    Schwalbenweg 6
    9450 Altstätten SG
    100% WIR
    071 755 88 55
    Casseforti
  • Büro Bachmann AG 
    Bürobedarf

    Im Römerquartier 2
    4800 Zofingen
    30% WIR
    062 745 80 40
    Website
    Articoli di cartoleria, cancelleria e materiale d’ufficio in generale; Arredamenti e organizzazione uffici
  • Gartmann,Bürobedarf Papeterie

    Molkenstrasse 21
    8004 Zürich
    30% WIR
    044 245 87 00
    Articoli di cartoleria, cancelleria e materiale d’ufficio in generale; Arredamenti e organizzazione uffici
  • Markus von Felten 
    Büroorganisation

    Hauptstrasse 18
    5013 Niedergösgen
    50% WIR
    062 849 14 47
    Articoli di cartoleria, cancelleria e materiale d’ufficio in generale; Arredamenti e organizzazione uffici; Apparecchi e macchine per ufficio, sistemi di cassa e acessori
  • Jenny + Banholzer AG 
    Buchhandlung + Papeterie

    Bahnhofstrasse 20
    3860 Meiringen
    30% WIR
    033 971 13 07
    Website
    Articoli di cartoleria, cancelleria e materiale d’ufficio in generale; Arredamenti e organizzazione uffici; Computer e accessori
  • Mazzoni SA 
    Cartoleria

    Piazza Muraccio 8
    6601 Locarno
    30% WIR
    091 751 49 67
    Website
    Articoli di cartoleria, cancelleria e materiale d’ufficio in generale; Arredamenti e organizzazione uffici; Apparecchi e macchine per ufficio, sistemi di cassa e acessori
  • Vögtli Bürotechnik AG

    Florenz-Strasse 1d
    4142 Münchenstein
    30% WIR
    061 338 50 00
    Website
    Arredamenti e organizzazione uffici
  • All In One Schleitheim GmbH

    Beggingerstrasse 23
    8226 Schleitheim
    30% WIR
    052 682 00 55
    Website
    Articoli di cartoleria, cancelleria e materiale d’ufficio in generale; Arredamenti e organizzazione uffici; Apparecchi e macchine per ufficio, sistemi di cassa e acessori; Tecnica d’ufficio
  • J.F.Pfeiffer Chur AG 
    Bürobedarf

    Alexanderstrasse 16
    7000 Chur
    30% WIR
    081 252 30 26
    Website
    Articoli di cartoleria, cancelleria e materiale d’ufficio in generale; Arredamenti e organizzazione uffici; Casseforti; Apparecchi e macchine per ufficio, sistemi di cassa e acessori; Computer e accessori; Altre forniture per l’ufficio
  • J.F.Pfeiffer Chur AG

    Bürobedarf
    Neudorfstrasse 59
    7430 Thusis
    30% WIR
    081 651 11 15
    Website
    Articoli di cartoleria, cancelleria e materiale d’ufficio in generale; Arredamenti e organizzazione uffici; Casseforti; Apparecchi e macchine per ufficio, sistemi di cassa e acessori; Computer e accessori; Altre forniture per l’ufficio
  • J.F.Pfeiffer Chur AG

    Bürobedarf
    Center Augustin
    7550 Scuol
    30% WIR
    081 864 08 54
    Website
    Articoli di cartoleria, cancelleria e materiale d’ufficio in generale; Arredamenti e organizzazione uffici; Casseforti; Apparecchi e macchine per ufficio, sistemi di cassa e acessori; Computer e accessori; Altre forniture per l’ufficio

IRNTHI: da una antica moneta salernitana

Nel sito archeologico di Fratte (Salerno) vennero rinvenute delle antiche monete, risalenti all’epoca pre-romana.  Siamo nel 200 a.C. e su quelle antiche monete era stampata la sigla IRNTHI. Da allora le monete hanno sempre accompagnato gli scambi di merci e servizi tra i popoli salernitani. E oggi ancora lo farà.