TORINO: COMUNE E UNIVERSITA’ UNITE PER LA M.C.

Quasi sicuramente questo autunno partiranno le prime sperimentazioni di un circuito di Moneta Complementare a Torino, sotto gli auspici del Comune e allo studio della Università di Torino, dove nell’ambito del Progetto Co-City un gruppo di studio coordinato dal professor Guido Boella sta valutando l’usabilità della moneta complementare e il tipo di soggetti da coinvolgere.

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LA MONETA COMPLEMENTARE NELLA BUSTA PAGA

La notizia di un accordo tra un’azienda di distribuzione e le tre sigle sindacali nazionali (Cgil, Cisl, Uil) è stata annunciata dall’ ANCL, Sindacato Unitario dell’ Associazione Nazionale Consulenti del Lavoro, per retribuire parzialmente i dipendenti con la moneta complementare.

Quali i vantaggi per i dipendenti? Ricevere, tramite la moneta parallela all’euro, un consistente aumento di stipendio, da spendere per approvvigionamento nei negozi che aderiscono al Circuito;

Vantaggi per l’azienda? Disporre di una fonte alternativa al circuito bancario per il finanziamento della sua attività e incremento delle sue transazioni, con relativo aumento del fatturato e quindi dei margini di guadagno.  E soprattutto fare “filiera” e favorire gli scambi commerciali nel territorio dove l’azienda produce e dove vivono i suoi dipendenti.

Nella trattativa per l’accordo sindacale sono state coinvolte anche le maestranze dell’azienda.

L’interessante articolo lo si può leggere integralmente scaricando l’articolo di Italia Oggi:

MONETA COMPLEMENTARE E CRIPTOMONETA

Parliamo di criptomoneta: la più rappresentativa di questa tipologia di monete è il bitcoin. Fu creata nel 2009 da un persona indicata con lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto; si tratta di una moneta completamente virtuale, che circola solo on line, e viene creata utilizzando un algoritmo che tende a rendere sempre più difficoltoso crearne, in quanto richiede man mano potenze di calcolo dei computer sempre più grandi.  La sua creazione e la sua conservazione si basa sulla rete. Il suo fondamentale non è il lavoro delle persone, ma dei computer; il suo ammontare è asintoticamente limitato e si sa quant’è:  21 milioni.

Per queste sue caratteristiche, il bitcoin è soggetto a speculazione, in quanto esso è acquistabile e vendibile come una merce.

Il contrario di quanto abbiamo fin qui detto sulla moneta complementare, quella basata sul lavoro delle persone.

Se si vuole approfondire il concetto di criptomoneta, non si deve far altro che fare una ricerca sulla rete. In particolare per il bitcoin esiste una sua voce su Wikipedia.

Esistono poi delle finto-monete che si spacciano per simil-bitcoin ma in realtà sono sorrette da uno schema ponzi. Vedere a questo riguardo l’articolo sul sito di bitcoin-italia. E anche qui.

Alla fine una nostra considerazione personale: evitare di lasciarsi tentare da prospettive di guadagni favolosi e alte redditività: l’unico modo per guadagnare in maniera certa e sicura è quello di farlo sfruttando il proprio lavoro, le competenze che ognuno possiede e le capacità che riuscirà a sviluppare lavorando. Non ci sono scorciatoie, ma solo false prospettive. Oppure, se si vuole, è possibile tentare alti guadagni accettando altrettanto alte rischiosità. Come si fa con le scommesse.

LE BASI DELLA MONETA COMPLEMENTARE LOCALE

Tratto da:

Monete complementari e monete alternative

Il prof. Nino Galloni ha indicato le basi economico-sociali che possono dar luce a una moneta complementare. Egli afferma che la condizione necessaria per la sua realizzazione è l’esistenza di risorse e di opportunità di sviluppo territoriale, dunque di una capacità produttiva, e di una disponibilità di forza lavoro, ossia di disoccupati immediatamente disponibili e dotati di competenze professionali. Occorre che un numero critico di imprese, almeno un centinaio, sufficientemente concentrate all’interno di un territorio, sottoscrivano un “patto territoriale” assieme ai rappresentanti dei cittadini e delle istituzioni in base al quale si impegnano ad accettare la moneta emessa dal consorzio e , a loro volta, ad utilizzarla nelle transazioni con i convenzionati e per pagare i propri lavoratori. Questi dunque riceveranno una busta paga costituita in parte da moneta complementare, con la quale acquistare prodotti e merci presso le imprese del consorzio, e in parte da moneta ufficiale per acquistare i servizi e i prodotti non esistenti sul territorio, come la benzina, Ovviamente questo genere di progetti coinvolgerà settori come quello tessile, alimentare , o di sfruttamento delle risorse naturali, semprechè non si riesca a coinvolgere anche imprese che erogano dei servizi. Non bisogna infine trascurare, secondo Galloni, l’importanza di una cooperazione con gli enti pubblici, e dunque l’esistenza di una normativa che preveda la possibilità di creare dei patti territoriali, o che comunque non si pone in maniera trasversale rispetto a questo tipo di iniziative.

E anche da:

CI STANNO CONTINUANDO A SPOLPARE

Un accordo tra produttori locali, con uso di  moneta complementare, consentirebbe di creare  occupazione mentre, in caso di eccellenza produttiva è poi possibile esportare il surplus ad un prezzo arbitrario (essendo eccedenze) e perciò competitivo.

La principale condizione di tale proposta è costituita dal mantenimento di tecniche tradizionali, il più possibile integrate nel territorio stesso: non si devono importare semilavorati, materie prime, fertilizzanti ecc. Ma ciò finisce per far crescere ancora di più l’occupazione locale con benefici generali per l’economia interna.

ANCE SALERNO: “EDILIZIA, CREDITO SEMPRE DIFFICILE”

Le sofferenze sui crediti totali sono aumentate nel periodo  dicembre 2014/giugno 2015 dal 45,3% al 47,1%. Mentre i crediti deteriorati sui crediti totali nello stesso periodo sono passati dal 62,1% al 63,1%.

Per quanto concerne le nuove sofferenze si registra un lieve calo dal 9,4% al 9,2%. Stesso trend per quanto concerne i crediti scaduti, incagliati o ristrutturati su crediti totali: dal 16,8% al 16,0%. In altre parole: sofferenze e crediti deteriorati su crediti totali salgono ancora, continuando a delineare una situazione di oggettiva impossibilità delle imprese edili di fare fronte alle esposizioni in mancanza di commesse e di incassi. Sul fronte dei dati complessivi inerenti l’erogazione del credito il settore edili è in netta controtendenza (negativa) rispetto agli altri comparti. Raffrontando i flussi del periodo dicembre 2014/giugno 2015, le costruzione accusano un -1,5%, mentre il manifatturiero fa segnare un +1,4%; i servizi un +0,6% ed altre imprese un +0,3%.

da “ACS: Associazione Costruttori Salernitani

L’organizzazione di un circuito di Credito Commerciale Multilaterale sarebbe di grande giovamento ad una situazione così difficile del credito locale. Occorre iniziare a ragionare secondo schemi nuovi; soprattutto occorre cambiare mentalità: dalla “speranza” di avere un finanziamento dalla banca, alla “certezza” di poterlo avere grazie alle altre aziende che fanno sistema insieme alla nostra e che si danno fiducia tra loro.