ARRIVA IL BARTER PER TUTTI

L’Unione consumatori Digitali presto uscirà con un nuovo tipo di barter, fondato sull’utilizzo di un token, un apparecchietto con cui i potranno pagare al 100% gli acquisti fatti nei negozi che si convenzioneranno. Gli esercenti potranno acquistare i Token sotto forma di scambio merci.

L’ecosistema Blockeras è un ibrido tra un circuito Barter e un normale circuito commerciale, con il vantaggio che il raporto di compravendita tra l’esercente e il compratore privato sarà di tipo diretto, senza alcun intermediario; ma come si svolgerà la procedura di acquisto lo si potrà  chiarire soltanto quando il sistema verrà implementato, e questo si prevede avvenga a settembre di quest’anno.

FONTE

NOVITA’ DALL’ AGENZIA DELLE ENTRATE: IL BARATTO FINANZIARIO

Sembra che in concetto di scambio dei crediti tra le aziende sia arrivato fin nel ministero dell’economia, visto che a breve verrà implementato presso l’Agenzia delle Entrate una sorta di sportello che consentirà alle aziende che emettono  fattura con il sistema della fattura elettronica, la possibilità effettuare uno scambio con le altre aziende. La fattura elettronica si trasforma quindi in una sorta di moneta digitale, con cui si possono azzerare le pendenze finanziarie e quindi anche economiche tra le aziende che la utilizzano.

Come…? Facciamo un esempio:

1 – A emette fattura da 100 euro nei confronti di B, e ha ricevuto da B fatture per 90 euro. Il credito/debito viene estinto e A rimane creditrice di B per soli 10 euro.

2 – A fattura 200 euro a B, che fattura 400 euro a C, che deve avere 200 euro da A. Compensando le diverse fatture, si ha che tutti i debiti vengono compensati e resta solo C ad avere un debito residuo di 200 euro nei confronti di B.

Tutto ciò sarà possibile con la manovra approvata a dicembre scorso in Parlamento (legge di bilancio 2021 (legge 178 del 30/12/2020) che per il momento non è chiaro se varrà limitatamente ai beni strumentali . Si tratta infatti del baratto fatture 4.0, che andrà a regime con la pubblicazione dei decreti attuativi. Occorre infatti ancora definire le modalità in cui questo sistema verrà attuato e le regole alle quali dovrà sottostare, e per questo ci vorrà un apposito decreto del ministro della Giustizia, di concerto con i ministri dell’Economia, dello Sviluppo Economico e dell’Innovazione.

A giugno dello scorso anno Confimi Industria e l’Associazione Nazionale dei commercialisti avevano proposto un sistema di scambio in compensazione multilaterale. Con il coinvolgimento dell’Agenzia delle Entrate e di Sogei che, attraverso il sistema di interscambio (SdI), processano oltre 2 miliardi di fatture elettroniche l’anno, di cui il 55% nel B2B, si otterrebbe il risultato di  implementare un enorme mercato nazionale tra tutte le aziende che utilizzano la fatturazione elettronica., eliminando la necessità di utilizzare i liquidi per esitare le relative fatture, ma facendo semplicemente una compensazone, appunto, multilaterale.

 

IPSOA

 

se ne parla anche QUI

PAGARE LE MULTE CON IL BARTER…? IL BARATTO FINANZIARIO 4.0

Nella nuova legge di bilancio potrebbe nascere una piattaforma digitale  sulla quale sono stati stanziati 5 milioni di euro per l’anno 2021 per compensare i crediti e i debiti delle imprese verso le pubbliche amministrazioni. Mentre già da tempo in molti Comuni è possibile per il cittadino a corto di liquidi pagare le multe con il lavoro sociale.

Nell’articolo 1 della legge di bilancio 178/2020 (G.U. 322 del 30/12/2020), ai commi dal 227 al 229 viene introdotto un vero e proprio “baratto finanziario” ch consentirà alla imprese di scambiare crediti e debiti anche verso l’Agenzia delle Entrate. La normativa di riferimento è il DL 127 del 5 agosto 2015

Un articolo molto interessante su questo tema lo si può trovare QUI

MONETA COMPLEMENTARE: OPZIONE PER LA POLITICA

Il deputato e portavoce alla Camera del Movimento 5 Stelle Pino Cabras dichiara di credere nelle potenzialità della Moneta Complementare per questo Paese.  Che molti politici credano fermamente alla possibilità di introdurre anche in Italia l’uso di una moneta che possa essere complementare all’euro e che venga utilizzata sul nostro territorio per favorire il sostegno e la crescita delle aziende nazionali, ma con regole affatto diverse da quella della moneta ufficiale, è ormai un fatto certo. Tuttavia sono ancora molti coloro che sono estremamente diffidenti, immaginando la mometa complementare come una moneta tipo Bitcoin. Speriamo che col tempo questo equivoco possa chiarirsi, e mettere nella giusta luce un sistema di scambio che potrebbe dare un grande aiuto alla nostra economia.

Vi proponiamo la lettura di un articolo su questo argomento pubblicato sul Blog delle Stelle
QUI

ConfeserFidi e Sardex colaborano in Sicilia e Sardegna

Sono circa 20.000 le imprese che possono usufruire della sinergia creata con la collaborazione tra ConfeserFidi, con 9.000 aziende associate, e Sardex.  In Base a questo accordo, le imrese aderenti alle due realtà potranno essere iscritte e beneficiare delle prstazioni elargite dalle due aziende, creando così una maggiore integrazione economica tra le aziende sarde e quelle siciliane.

La notizia può essere approfondita QUI

NINO GALLONI: COME AFFRONTARE LA RIPRESA ECONOMICA IN ITALIA?

Un interessante contributo del prof. Nino Galloni su quali strumenti utilizzare per far ripartire l’Italia debilitata da due mesi di lockdown; l’emergenza attuale infatti, più che sanitaria, è sociale.  Si discute in Italia sul MES e i BTP come strumenti finanziari per fronteggiare la crisi post-COVID. Quale dei due converrebbe economicamente al nostro Paese? Questo è il dibattito sul tavolo aperto tra il Governo e i vari movimenti e partiti politici.

L’utilizzo della Moneta Complementare, per dare spinta alle aziende e piena occupazione, per incrementare i consumi e rinsanguare un mercato asfittico.

Con la Moneta Complementare esiste la concreta possibilità di evitare ulteriore indebitamento dek Paese (con il MES o con i BTP non ha importanza) e mettere negli ingranaggi delle aziende nazionali pubbliche e private la liquidità sufficiente per riavviare le macchine e i consumi.

Il tutto è QUI

 

MONETA COMPLEMENTARE PER FORLI’ ?

Il M5S di Forlì propone una moneta complementare comunale, utilizzando il circuito Liberex, legato all’esperienza sarda del Sardex, e proposto negli scorsi anni anche dallo stesso ANCI.

Il “Coerentemente con il nostro programma delle scorse elezioni comunali, dove il gruppo di lavoro del nostro Meetup aveva individuato anche le monete complementari come mezzo per risollevare l’economia locale, ci sentiamo in dovere di riproporlo ora, perchè in questo periodo diventa ancora più impellente l’adozione di questa misura, vista la sfida economica epocale a cui la pandemia da Covid 19 ci ha messo di fronte”.

Il M5S, tramite i propri portavoce consiliari, Simone Benini e Daniele Vergini, spiegano che lo ritengono un efficace sistema per risollevarsi dalla crisi economica dovuta al covid-19 e dare “uno stimolo all’economia, soprattutto locale, e le monete complementari aiutano ad aumentare la disponibilità di spesa, e quindi della domanda, all’interno del territorio”.

La moneta complementare non è nulla di strano ma un patto tra famiglie ed imprese per trattenere e far circolare la ricchezza nei propri territori, un atto di solidarietà concreta per ridurre i prezzi senza diminuire i redditi. Si tratta in pratica di un sistema di “buoni sconto” che affianca la moneta legale, e si esplicita nello sconto che viene fatto su un bene o su un servizio, spendibile solo all’interno di un circuito strettamente locale”.

A prescindere da come questa iniziativa venga interpretata, come sistema di buoni sconto o come un vero e proprio circuito parallelo di scambi commerciali, ci sembra che sia meritevole di un approfondimento, specie in un periodo come questo, dove si deve far di tutto per stimolare l’econoia di un territorio. Per quanto, e di questo siamo fondamentalmente convinti, il sistema migliore di stimolo degli scambi economici sia l’utilizzo di un circuito che sia a livello nazionale e che non si limiti a scambi locali, dove la presenza industriale e commerciale potrebbe risultare insufficiente ad un appropriato soddisfacimento di tutti i bisogni merceologici e di servizi.

La notizia è stata presa da:  4live.it

UN SEMPLICE ESEMPIO DI RINASCITA ECONOMICA DI UNA AZIENDA

E veniamo ad una pratica esemplificazione di come può, l’utilizzo di un circuito di Moneta Complementare valido per tutto il territorio nazionale, essere il sostegno per la ripresa economica delle aziende colpite da questa crisi sanitaria ed economica. Seguiteci:

– Il sig. Salvatore possiede un negozio di abbigliamento, chiuso per un mese a causa dei provvedimenti di lockdown di questo periodo. Il sig. Salvatore ha finalmente avuto la possibilità di riaprire, ma si trova in una fortissima crisi di liquidità; avrebbe bisogno di soldi per il suo locale, per saldare i debiti accumulatisi in questo periodo e rinnovare il locale anche alla luce delle nuove regole di accesso della futura clientela. Si rivolge ad una azienda che commercializza attrezzature per negozi e ad una azienda per la sanificazione dei suoi locali: dopo fatti i preventivi, il sig. Salvatore si rende conto di aver bisogno di una cifra rilevante subito, per l’acquisto delle attrezzature e dei servici necessari.

Si rivolge ad una banca; tra difficoltà di accesso agli sportelli (in questo periodo le banche non si sono fatte scrupolo di rendere ancora più difficoltoso il solo semplice accesso ai loro servizi, contando sul fatto di essere praticamente dei monopolisti dei prestiti). La banca, dopo averlo fatto aspettare un bel po’, gli chiede garanzie sulle somme richieste in prestito, in quanto la sola garanzia dello Stato non è sufficiente a coprire tutta la somma, e le cose rischiano di andare per le lunghe, senza affrontare ancora il discorso degli interessi, che sicuramente non sono ZERO.

La situazione quindi è questa: il sig. Salvatore ha contattato le aziende che possono aiutarlo a rinnovare il suo locale, ma non è ancora riuscito a procurarsi i soldi per acquistare questi servizi e queste merci.

Allora entrano tutti nel circuito della Moneta Complementare: il sig. Salvatore parla con le sue aziende fornitrici e comunica loro di voler pagare con la Moneta Complementare, vale a dire che riconoscerà a queste aziende un credito pari al valore delle merci e servizi che intende acquisire. Le due aziende accettano ed entrano di conseguenza anche loro nello stesso circuito: forniscono al sig. Salvatore quello di cui ha bisogno e vengono pagate con un credito pari al valore delle merci e servizi ceduti.

Finalmente il sig. Salvatore può procedere al rinnovo del suo locale, senza aver avuto alcun bisogno dei prestiti della banca.

Le aziende che hanno fornito il sig. Salvatore sono ora ricche di un credito che potranno utilizzare per acquistare ciò di cui hanno bisogno da altre aziende loro fornitrici, che entrano oviamente anche loro nelo stesso circuito, ed i crediti che il sig. Salvatore ha riconoscito loro, passano alle aziende fornitrici dei suoi fornitori. E così via.

Il sig. Salvatore può così iniziare la sua attività di vendita, e con i suoi incassi ha la possibilità di azzerare il suo debito. Come…? In pratica vendendo il suo abbigliamento nello stesso circuito in cui ha fatto acquisti di merci e servizi.

In tutto questo, si riprendono le vendite e gli acquisti: le aziende iniziano a lavorare e ad offrire le proprie merci e servizi, e l’economia riparte. E il tutto, SENZA L’AIUTO DELLE BANCHE. In realtà le banche sono escluse da questa rinascita: il loro monopolio dei prestiti in questo circuito non serve a niente, perché nessuna delle aziende iscritte al circuito ha bisogno dei loro soldi. Ha bisogno solo di veder riconosciuta la propria realtà come una azienda solida e capace di lavorare e generare profitti, e questo riconoscimento gli deriva dalle aziende che come la sua sono iscritte nel circuito: un circuito di mutua assistenza e riconoscimento.

Ecco, questo è un esempio di rinascita economica utilizzando il Circuito di Credito Multilaterale in Compensazione, vale a dire la Moneta Complementare.

E non ci si venga a parlare di “criptovalute“!

MONETA COMLEMENTARE PER AIUTARE LA RINASCITA DEL PAESE

Cosa può fare una moneta complemenatre unica valida per tutto il territorio nazionale per aiutare la rinascita economica del nostro Paese…? In base a quali meccanismi aiuterebbe l’economia a crescere?
Occorre ribadire qui il concetto importantissimo e fondamentale, che la Moneta Complementare, in qualsiasi maniera la si voglia chiamare, è retta da regole assolutamente diverse da quelle che regolano il corso delle monete ufficiali. Quelle stesse regole che rendono tali monete ufficiali ssolutamente inadatte a sostenere la crescita economica di un Paese.
Perché…?
Perché in realtà le monete ufficiali in corso corrente in tutti i Paesi del mondo, non sono quello che dovrebbero essere: cioè delle semplici unità di conto. No, esse in realtà non sono altro che delle merci da scambiare. Le monete ufficiali infatti si comprano e si vendono su un apposito mercato, chiamato FOREX, nel quale, come in tutti i mercati, il loro valore e quindi il loro prezzo sale e scende in dipendenza della legge mercatale della Domanda e dell’Offerta.
Insomma, a dirla breve, queste monete sono soggette a svalutazione e rivalutazione, mettendo il Paese che le stampa in situazioni che possono diventare molto difficili, in ambedue i casi: se si rivalutano troppo (altra richiesta di acquisto della moneta) le merci prodotte dalle aziende presenti in quel Paese avranno grandi difficoltà a vendere i loro prodotti all’estero; ma se vengono svalutate (stampa eccessiva o domanda di acquisto scarsa) le stesse aziende avranno difficoltà ad acquistare merci importate dall’estero. In entrambi i casi si crea uno scquilibrio finanziario che danneggia il Paese e la sua economia. Tutto questo rende gli Stati molto fragili finanziariamente e dipendenti dalle fluttuazioni dei prezzi nei mercati finanziari, con conseguente perdita di sovranità.

E quindi la Moneta Complementare…?

Quando parliamo di moneta complementare, il discorso cambia dal giorno alla notte. Innanzitutto, la Moneta Complementare non è affatto una merce, ma una semplice unità di conto, cioè quello che dovrebbero in realtà essere tutte le monete. Non è una merce, perché non si può acquistare sul FOREX e quindi non è soggetta alle oscillazioni di prezzo insite in un mercato, dominato dalla legge della domanda e ell’offerta. Non è convertibile con la moneta ufficiale e pertanto segue un circuito di scambio assolutamente separato da quest’ultima. Tenuta sui conti individuali e societari, oppure prestata, non genera interessi; pertanto non c’è alcun interesse da parte dell’utenza a tesaurizzare e quindi ad eliminare dalla circolazione i propri incassi. Anzi, la vera ricchezza della Moneta Complementare è proprio la sua capcità di essere scambiata velocemente, per concretizzare quelli che in realtà non sono altro che crediti economici, trasformandoli in merci e servizi a vantaggio di chi li acquista e di chi li vende.
Si è quindi scoperto un primo grande vantaggio, una vera e propria forza, della moneta complementare: essa favorisce gli scambi, perché non c’è alcun interesse a tesaurizzarla.
Un altro grande vantaggio è costituito dal circuito esclusivo in cui essa può circolare ed essere accettata: un circuito che resta separato da quello in cui si utilizza la moneta uffiiale. Pertanto, se gli scambi che utilizzano la moneta ufficiale possono intervenire in tutto il mondo, con acquisti e vendite all’estero, e con il rischio di dilapidare ricchezza in acquisti fatti in Paesi esteri, con relativo indebitamento complessivo nazionale, invece gli scambi attraverso il circuito che accetta la moneta complementare, essendo essa riconosciuta solo nel Paese in cui circola, sono necessariamente limitati all’interno del territorio nazionale, favorendo in questo modo la crescita economica delle aziende nazionali. Le quali possono però sempre, utilizzando il circuito della moneta ufficiale (che resta comunque in vigore) scambiare con l’estero le proprie merci.
L’utilizzo della Moneta Complementare rappresenta quindi un punto di forza e di sostegno alle aziende nazionali, e non limita assolutamente la possibilità di tali aziende di scambiare con l’estero. In definitiva viene ad esistere un circuito di mutuo appoggio tra tutte le aziende nazionali, che possono in questo modo sostenere con più tranquillità la competizione con le aziende estere.
La moneta Complementare realizza in tutto il territorio nazionale, quello che le cooperative e le reti di aziende realizzano per i loro consociati: un mutuo aiuto e garanzia per la loro crescita economica.
E soprattutto, l’uso della Moneta Complementare non genera, a carico dello Stato in cui circola, nessun ulteriore debito pubblico.
Ci sono partiti politici che hanno capito questo meccanismo virtuoso, si spera che riescano ad imporlo anche a quei partiti che tutt’ora risultano ciechi e sordi, vittime dei loro stessi pregiudizi.

PS: doverosamente ci preme rispondere ad una eventuale osservazione, che è quella relativa a monete come il “BITCOIN”: “Ma il Bitcoin si scambia e il suo prezzo sale e scende, a volte anche in maniera paurosa!“. La sola risposta a questa osservazione è: “Infatti il BITCOIN, e tutte le altre monete che vengono definite Criptovalute, NON E’ UNA MONETA COMPLEMENTARE“.
Nient’altro da aggiungere. Chi usa monete come il Bitcoin e simili, lo fa a proprio rischio e pericolo. Ma che non vengano mai confuse con la Moneta Complementare, che può esistere solo laddove esistono aziende sane e produttive, che possono offrire merci e servizi in cambio dei crediti che la Moneta Complementare può offrire!

GERMANIA: SI’ ALLE CRIPTOVALUTE

Sono circa 3000 le criptovalute circolanti nel mondo, e gestiscono un patrimonio di circa 200 miliardi di dollari. Se ne è accorto anche il governo tedesco, che con il progetto di legge approvato dal parlamento tedesco il 29 novemvre 2019, permetterà alle banche tedesche di operare nella compravendita delle criptovalute. Il provvedimento, che attende l’approvazione degli Stati federali, è stato emanato in ottemperanza alla Direttiva Europea Antiriciclaggio.

Un recente studio della Deutsche Bank,  “Immmagine 2030”, sostiene che le criptovalute, oppure l’oro stesso,  sono destinate a sostituire le monete fiduciarie nazionali. Affermazione piuttosto impegnativa, ma che sembra avere solide basi di analisi.

Ofcs.report