CENTRI COMMERCIALI NATURALI

Cosa sono…?

Si pensi ad un gruppo di negozi situati tutti in uno stesso quartiere di una città. Ognuno di essi ha una sua peculiarità: chi vende alimentari, chi abbigliamento, qualcuno è specializzato in articoli sportivi, qualcun altro vende articoli da regalo… poi ci sono alcuni bar, delle trattorie…

Insomma un tessuto di varie attività. Ora si pensi a tutti questi esercizi commerciali che si incontrano e si organizzano per programmare insieme attività promozionali, campagne informative, premi fedeltà… decidono di creare un punto comune in rete e dare ai loro clienti l’opportunità di tesaurizzare gli acquisti fatti in ognuno di essi, mediante una card, o uno smart-phone, o altro.

Ecco che si è creato un Centro Commerciale Naturale. Centro commerciale in quanto li unisce una comune strategia commerciale; Naturale, perchè hanno tutti una ragione ovvia di stare insieme e organizzarsi: sono tutti nello stesso quartiere.

Di questa organizzazione tra aziende, ognuna autonoma ma con degli interessi comuni, si era già parlato quando si è discusso delle Reti di Imprese. In questo caso si tratta di qualcosa di più spontaneo ed immediato: mettersi insieme, perché l’unione fa la forza, per contrastare lo strapotere dei Centri Commerciali, quelli classici, che però di solito sono fuori della città e per raggiungerli bisogna usare l’auto, la metro, o insomma un mezzo quale che sia.

In questo caso la similitudine è più attinente a quella dell’Albergo Diffuso.

Per chi voglia approfondire ulteriormente questo concetto, c’è un interessante articolo QUI. Oppure potete contattarci direttamente tramite una mail a info @ imthi.it

Ma sostanzialmente ci sembra che i vantaggi, sia da parte dei gestori gli esercizi, che da parte dei loro clienti, sia evidente.

 

 

IL MARCHEX: UNA MONETA PER LE RETI DI IMPRESA

Nelle Marche si pensa alla moneta complementare, il Marchex, per implementare tra le aziende che fanno parte di una rete d’imprese un sistema di credito reciproco evitando così pagamenti in denaro. Lo sostiene la direttrice del circuito Marchex, Sabrina Poggi:

” Il circuito Marchex nasce nel 2014 e i numeri a fine 2016 parlano di più di 600 aziende iscritte, raggiungendo quasi 400 conti personali attivi e movimentando quasi 6 milioni di Marchex nel solo 2016, per un totale complessivo pari a 7,4 Mln di transato e circa 25.000 operazioni eseguite! I settori che ne fanno parte e che traggono importanti vantaggi sono tutti, dall’artigianato e commercio ai servizi, dall’industria e produzione fino all’Ho.Re.Ca.”

Per la lettura completa dell’articolo, pubblicato su viveresenigallia.it, seguire il link:

NeTaTwOrK: la possibile Moneta per le Reti d’Impresa, Il MARCHEX

CRITICA ALLE RETI D’IMPRESA

Dato che in questo sito non abbiamo null’altro da difendere se non quello che può contribuire alla crescita collettiva dell’economia di un territorio, e dato che abbiamo in precedenza parlato delle Reti di Impresa come di uno strumento efficace per dare maggiore competitività e opportunità di lavoro alle piccole aziende, ora però valuteremo quali possono essere invece gli aspetti negativi di questo strumento, cercando di assumere un atteggiamento neutrale e non partigiano. Perché, come abbiamo scritto prima, non ci si deve affezionare agli strumenti, ma all’obettivo che si intende raggiungere.

Vediamo quindi gli aspetti negativi delle Reti d’Impresa:

1 – le reti d’impresa, introducendo un approccio organizzativo di tipo “burocratico”  danneggiano l’indipendenza, la capacità di adattamento e la velocità decisionale delle piccole imprese;

2 – per partecipare ad appalti pubblici esistono già strumenti validi, come l’ATI (Associazioni Temporanee d’Imprese) oppure più in piccolo l’Avvalimento, che conferisce anche alle piccole aziende capacità e strumenti di aziende più organizzate;

3 – il vantaggio fiscale che il governo destina alle aziende che partecipano alle reti d’Impresa (detassazione degli utili utilizzati per lo scopo comune della rete) è illusorio, per il fatto che in questi anni gli utili sono una chimera e in ogni caso l’ammontare dei soldi che il governo vi ci dedica sono una semplice mancetta e non di più, e quando i soldi sono finiti, non c’è più niente per nessuna Rete;

4 – quelli che ne traggono i maggiori vantaggi, sono proprio i “consulenti”: gli stessi che prospettano agli imprenditori tutti i vantaggi delle Reti d’Impresa e che assicurano il loro appoggio per le pratiche “burocratiche”, sempre quelle! E spesso costoro sono collegati a chi dovrà fornire l’autorizzazione alla Rete. E molto spesso questo tipo di “consulenti” ti propongono di fare Rete con aziende qualsiasi, al solo scopo di prendere le agevolazioni fiscali. Reti fasulle, insomma!

Che dire…? Osservazioni corrette, di buon senso, improntate a quel sano scetticismo che salva spesso da scelte superficiali e senza un vero obiettivo che non sia solo quello di “risparmiare” un po’ di tasse. Infatti questi argomenti sono per gli imprenditori, che di solito non sono né ingenui, né superficiali. Anche se a volte le condizioni malate del mercato in cui operano li inducono a fare scelte criticabili. Ma è purtroppo sempre vero quel detto che il pesce puzza sempre prima dalla testa: con uno Stato inefficiente e sprecone, è veramente difficile parlare di corrette pratiche aziendali! Ecco perché la prima vera battaglia la si deve fare lì, nella “Stanza dei Bottoni”…

Organismi abilitati a rilasciare l’asseverazione del programma di rete

IMTHI COMUNICA: nasce TEAMRETI ITALIA

AssoretiPMI (associazione nazionale indipendente nata dal Gruppo Reti di Imprese PMI su LinkedIn)ha dato vita a Teamreti Italia un’associazione che aiuta le imprese a fare rete.

Ricordiamo che quelle aziende che volessero mettersi in rete tra di loro, oltre che avere la strada facilitata per ulteriori ingrandimenti e accessi a mercati per loro irraggiungibili, godono di alcune agevolazioni fiscali e operative.

Tra queste, sottolineamo la possibilità, per ognuna delle imprese in rete, di distaccare provvisoriamente un proprio dipendente presso una delle aziende della rete. Il decreto Giovannini del 2013, ha previsto infatti che uno stesso lavoratore possa prestare servizio per più di un’azienda tra quelle in rete, senza perdere diritti e tutele.

Scarica l’elenco delle reti realizzate in Italia aggiornato al 3 gennaio 2016:

RETI D’IMPRESA: IL MODO MIGLIORE PER CRESCERE

La metafora del piccolo fiume come il mercato interno che scompare un po’ alla volta o improvvisamente, e del grande oceano, come il grande mercato globale che si apre davanti a noi con tutti i suoi misteri e i suoi pericoli, ma anche con tutte le sue opportunità, in questo bellissimo video che spiega perché fare “RETE”, perché piccole aziende, incapaci di navigare nel grande oceano, mettendosi insieme riescano invece a scoprire e cogliere tante opportunità che da sole non riuscivano nemmeno ad intravedere:

LE RETI D’IMPRESA

Cosa sono?  Sono circuiti di aziende collegate tra di loro da un contratto ufficiale, che si chiama appunto Contratto di Rete. Le Reti d’Impresa sono nate ufficialmente in Italia con la legge 30 luglio 2010 n. 122, che converte, con modifiche sostanziali,  il Decreto legge 31 mag­gio 2010, n. 78, recante mis­ure urgenti in mate­ria di sta­bi­liz­zazione finanziaria e di com­pet­i­tivita’ eco­nom­ica, ed entra ufficialmente in vigore il giorno dopo, il 31 luglio 2010. Il riferimento alle reti d’imprese è all’articolo 42:

ART. 42

1. Con provved­i­mento del Diret­tore dell’Agenzia delle entrate sono sta­bilite le con­dizioni per il riscon­tro della sus­sis­tenza dei req­ui­siti idonei a far riconoscere le imp­rese come apparte­nenti ad una delle reti di imp­rese di cui all’articolo 3, comma 4-ter e seguenti, del decreto legge 10 feb­braio 2009, n. 5, con­ver­tito, con mod­i­fi­cazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33. Forme, modal­ità e ter­mini di pre­sen­tazione delle richi­este per il riconosci­mento dell’appartenenza ad una rete di imp­rese sono sta­bilite con provved­i­mento del Diret­tore dell’Agenzia delle entrate da adot­tarsi entro trenta(30) giorni dalla data di entrata in vig­ore del pre­sente decreto.

2.Alle imp­rese apparte­nenti ad una delle reti di imp­rese riconosciute ai sensi del comma 1 com­petono van­taggi fis­cali, ammin­is­tra­tivi e finanziari, nonchè la pos­si­bil­ità di stip­u­lare con­ven­zioni con l’A.B.I. nei ter­mini defin­iti con decreto del Min­is­tero dell’economia e delle finanze emanato ai sensidell’articolo 17, comma 3, della legge n. 400 del 1988 entro quar­antac­inque(45) giorni dalla data di entrata in vig­ore del pre­sente decreto.

Successivamente ci sono stati aggiornamenti e integrazioni, ma la sostanza resta: lo Stato riconosce e incentiva le Reti d’Impresa in Italia, mediante un regime di  sospensione delle imposte (IRPEF ed IRES) per gli utili di esercizio che le parti abbiano accantonato in apposita riserva e destinato al fondo patrimoniale per la realizzazione degli investimenti previsti dal programma di rete. Possono accedere alla agevolazione le imprese che abbiano sottoscritto il contratto di rete e le imprese che vi abbiano aderito successivamente. L’agevolazione prescinde dalla forma giuridica e dalle dimensioni dell’impresa contraente (deve trattarsi di impresa, ma può essere impresa individuale, impresa agricola, impresa sociale, ecc.). Sono ammesse anche le stabili organizzazioni di imprese non residenti.

Le reti d’impresa si raccontano:

riferimenti:

Reti di Imprese

Un interessante articolo su Edilizia e Territorio del Sole24Ore.